Prima cercavo la parola giusta. Oggi cerco le parole che restano.
Chi sono – Antje Peter, oratrice freelance a Berlino
Chi sono
Mi chiamo Antje Peter. Vivo a Berlino, nel quartiere di Prenzlauer Berg, e sono un’oratrice freelance. Questo significa che accompagno le persone nei momenti che contano davvero. Ai matrimoni, quando due persone si scambiano il fatidico sì. Ai funerali, quando salutiamo qualcuno che è stato importante per noi. In tutte le occasioni in cui ogni parola conta.
Che oggi scriva e tenga discorsi non era previsto. È successo tutto per caso, come tante cose nella vita che alla fine si rivelano perfette. Ma se guardo indietro, il percorso che mi ha portato qui è in realtà abbastanza logico. Perché la lingua è sempre stata il mio grande amore.
Il mio percorso per diventare oratrice freelance
Affascinata dalla lingua
Alcune persone collezionano francobolli. Io colleziono parole. Già da bambino trovavo affascinante che con 26 lettere si potesse esprimere tutto: ogni pensiero, ogni sentimento, ogni sfumatura. Che la differenza tra una buona frase e una frase grandiosa a volte risieda in una sola parola. Che la lingua possa far ridere le persone, farle piangere, farle riflettere.
Questo fascino non mi ha mai abbandonato. Mi ha accompagnato durante i miei studi, attraverso diverse lingue: latino e greco antico, francese e italiano. Ogni lingua mi ha mostrato qualcosa di nuovo sul modo in cui le persone pensano, sentono, descrivono il mondo. La precisione del latino. L’eleganza del francese. La melodia dell’italiano. La profondità del greco.
Anni con i libri
Prima di iniziare a scrivere discorsi, ho tradotto libri. Letteratura francese e italiana soprattutto. Ero redattrice. Ho passato anni a cercare la parola giusta: quella parola che fa la differenza tra una frase che è okay e una frase che colpisce nel segno.
Quando si traduce un romanzo, non si trasferiscono semplicemente le parole da una lingua all’altra. Si trasferiscono stati d’animo, ritmi, sfumature. Si lotta per ogni formulazione. Si scartano dieci varianti finché non si trova quella giusta. Sembra faticoso, ed è vero. Ma è la migliore scuola per chi vuole lavorare con la lingua.
Mark Twain una volta disse: La differenza tra la parola giusta e quella quasi giusta è la stessa che c’è tra un fulmine e una lucciola.
Io cerco il fulmine.
Il passaggio all’attività di oratrice
A un certo punto ho capito che non solo posso trovare le parole giuste per gli altri, ma che posso anche pronunciarle. Che posso toccare le persone, non solo attraverso testi scritti, ma anche attraverso parole pronunciate. Che ho il dono di raccontare storie che arrivano dritte al cuore.
Ecco come sono diventata oratrice freelance a Berlino. Non dall’oggi al domani, ma passo dopo passo. Prima per gli amici, poi per i loro amici, poi per le persone che mi avevano raccomandato. Oggi è il mio lavoro – e la mia vocazione. Perché c’è poco di più bello che accompagnare le persone nei loro momenti più importanti.
Cosa mi contraddistingue come oratrice
Ascolto
Prima ancora di scrivere una sola frase, ascolto. Ascolto davvero. Non con un orecchio, mentre sto già pensando alla prossima domanda. Ma con entrambe le orecchie, con piena attenzione, con vero interesse. Perché in quello che mi raccontate c’è tutto ciò di cui ho bisogno: le storie che comporranno il vostro discorso, i piccoli dettagli che faranno la differenza, le verità tra le righe.
Mi prendo del tempo
Un buon discorso non nasce in un’ora. Nasce in molte ore: parlando, riflettendo, scrivendo, scartando, riscrivendo. Mi prendo il tempo necessario. Per voi, per la vostra storia, per le parole giuste. Perché il vostro momento non merita niente di frettoloso.
So usare l’umorismo, quando è appropriato
Non tutti i momenti richiedono pathos. A volte, una strizzatina d’occhio è proprio quello che ci vuole. Un aneddoto che fa sorridere. Una frase che allenta la tensione. So quando l’umorismo è appropriato e quando no. E so come far ridere le persone senza scadere nel ridicolo.
So essere seria, quando è necessario
E so anche quando è il momento di fare sul serio. Quando le parole devono avere peso. Quando il silenzio è più importante di un’altra frase. Quando si tratta di dare conforto, non di intrattenere. Come oratrice funebre a Berlino, accompagno le famiglie nel loro momento più difficile: con empatia, con rispetto, con la dignità che questo momento merita.
Le mie lingue: più che semplici parole
La lingua per me non è solo uno strumento. È una finestra su altri mondi. Ogni lingua che ho imparato mi ha regalato qualcosa.
Latino e greco
Le lingue antiche mi hanno insegnato la precisione. In latino, ogni desinenza, ogni posizione delle parole conta. Non c’è spazio per l’imprecisione. Porto con me questa accuratezza in ogni discorso che scrivo. Ogni parola deve essere al suo posto. Ogni frase deve essere corretta.
Francese
Il francese mi ha insegnato l’eleganza. L’arte di formulare qualcosa in modo che suoni facile, anche se è stato difficile. La capacità di dire anche cose difficili con grazia. Cerco di portare questa eleganza nei miei discorsi, anche quando si tratta di addii tutt’altro che facili.
Italiano
E poi c’è l’italiano. La lingua del mio cuore. La lingua che mi ha insegnato che emozione ed espressione vanno di pari passo. Che la lingua è melodia, ritmo, passione. Che a volte bisogna sentire prima di capire.
L’Italia per me è più di un paese: è un amore. Il paesaggio, il cibo, le persone, il modo in cui si vive lì: con dedizione, con piacere, con sentimento. Per questo offro anche cerimonie bilingue, in tedesco e italiano. Per coppie binazionali, per famiglie con ospiti internazionali, per tutti coloro che desiderano celebrare il loro matrimonio sotto il sole del sud.
La mia città: Berlino
Vivo a Berlino da molti anni e amo questa città. La sua varietà, la sua energia, le sue contraddizioni. A Berlino si combina ciò che altrove non si combinerebbe. Qui si può mangiare un kebab alle quattro del mattino e la mattina dopo andare alla Philharmonie. Qui la subcultura incontra l’alta cultura, la storia incontra il futuro, il caos incontra la creatività.
Come oratrice freelance a Berlino, mi sento a casa. Conosco gli uffici del registro civile e le location indipendenti, i cimiteri e le sale del commiato, i luoghi nascosti e i grandi palcoscenici. So quale fienile nel Brandeburgo ha l’acustica migliore e quale castello a Potsdam offre la vista migliore. E sono felice di venire anche più lontano: ad Amburgo, a Monaco, in Italia, ovunque abbiate bisogno di me.
Oltre ai discorsi
Quando non scrivo o pronuncio discorsi, leggo. Molto. Di tutto: romanzi, saggi, poesie, a volte anche il retro dei pacchi di cereali, se non c’è altro a portata di mano. Mi piace andare a teatro e ancora di più al cinema. Cucino con passione, soprattutto italiano, a volte con più entusiasmo che successo. Viaggio ogni volta che posso, soprattutto in Italia, ma anche volentieri in altri posti dove fa caldo e si mangia bene.
Credo nel potere delle parole. Nel fatto che una frase ben scritta possa rendere il mondo un po’ migliore. Nel fatto che le persone meritino che le loro storie vengano raccontate, che si tratti di un matrimonio o di un addio. E nel fatto che sia mio compito trovare le parole che queste storie meritano.
Perché dovreste prenotarmi
Ci sono molti oratori freelance a Berlino. Alcuni sono più economici, altri hanno più referenze, altri fanno pubblicità più rumorosa. Ma credo che alla fine non si tratti di prezzi o elenchi. Si tratta della sensazione che provate quando parliamo insieme.
Se avete la sensazione che io vi capisca, allora sono la persona giusta per voi. Se avete la sensazione che io possa raccontare la vostra storia, allora parliamone. Se avete la sensazione che ci sia chimica, allora sarò felice di accompagnarvi in uno dei momenti più importanti della vostra vita.
Chiamatemi. Scrivetemi. Prendiamo un caffè, senza impegno e senza obblighi. E poi vediamo cosa succede.
Antje Peter
Oratrice freelance a Berlino
Prenzlauer Allee 23
10405 Berlino
© – 2026 Antje Peter
